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Cause e sintomi della malnutrizione negli anziani

Come scegliere una dieta corretta.

Pubblicato il 25/09/2020

Una dieta monotona condita da cattive abitudini alimentari è certamente uno dei primi passi verso lo sviluppo di una malnutrizione negli anziani. Spesso sottovalutato, questo problema può infatti provocare delle gravi conseguenze come malattie, infezioni oppure prolungare una degenza ospedaliera.

Tutto ciò viene inevitabilmente amplificato se il soggetto in questione è ricoverato in ospedale o soggiorna in strutture quali RSA e case di riposo. Per questo motivo occorre approfondire la storia clinica del paziente e soprattutto affidarsi ad un personale altamente qualificato.

Le principali cause della malnutrizione negli anziani

Gli anziani malnutriti sono il più della volte il risultato di una dieta povera di frutta e verdura, ricca invece di formaggi e insaccati. Ma anche carne, poco pesce, tanti condimenti e in particolare troppi dolci. Inoltre con l’arrivo della terza età subentrano degli ostacoli non indifferenti che vincolano a delle scelte nutrizionali non sempre adeguate. Per esempio la difficoltà nell’andare a fare la spesa, in modo da selezionare le pietanze giuste, o la mancanza di energia necessaria a preparare ogni giorno piatti diversi.

Una buona parte degli anziani che non mangiano è legata anche a fenomeni di solitudine, nei quali l’individuo compromesso dal punto di vista psico-sociale manifesterà una progressiva predisposizione a nutrirsi in maniera scorretta e discontinua. Al contrario, un’altra reazione a questo stato d’animo potrebbe essere quella di perseguire una dieta ipocalorica, con conseguenze quali obesità, sovrappeso e il rischio di incorrere in patologie come il diabete e disturbi cardiovascolari.

Altro discorso, invece, per coloro che soffrono di disturbi nella masticazione o alterazioni della deglutizione (disfagia). In questi casi si rischia non soltanto una malnutrizione ma anche una disidratazione e polmonite da aspirazione. È quindi fondamentale saper interpretare i sintomi e agire in tempo per far sì che il fabbisogno giornaliero di nutrienti sia sempre rispettato, pur apportando qualche variazione alla propria dieta.

I principali sintomi della malnutrizione negli anziani

Come sottolineato nell’introduzione, saper riconoscere un determinato sintomo può rivelarsi vincente nella prevenzione di questa malattia. È quindi doveroso che il personale medico che opera nelle Rsa, case di riposo e ospedali sia sempre pronto e preparato a trovare le migliori soluzioni per una terapia funzionante.

Uno dei principali campanelli d’allarme da monitorare con grande attenzione è il graduale calo del peso corporeo. Ad esempio il 5% in un lasso temporale di sei mesi può far presagire ad un’insufficienza nutrizionale.

L’inappetenza rappresenta poi uno dei sintomi più comuni ed evidenti, spesso infatti capita che un anziano avanzi la pietanza nel piatto e nei casi più preoccupanti rifiuti totalmente di mangiare.

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Dieta equilibrata e integratori

Per prevenire la malnutrizione negli anziani è bene prima di tutto programmare una dieta equilibrata e varia in modo tale da garantire i macro-nutrienti quali proteine, grassi, fibre e carboidrati insieme a micro-nutrienti quali sali minerali e vitamine necessari.

Un consiglio utile è quello di variare sovente il menu e prediligere pasti mai eccessivi, però frequenti. Ma non solo. Bisogna anche ricordarsi di masticare bene gli alimenti e di evitare quelli troppo conditi, salati o zuccherati, optando preferibilmente per cibi a base di cereali e soprattutto molta frutta e verdura.

Attenzione perché discorso analogo vale per l’idratazione, dal momento che col passare degli anni si ha la tendenza a bere di meno. Bisogna perciò tenere presente che il fabbisogno idrico giornaliero è di almeno 1,5 o 2 litri di acqua al giorno.

A livello psicologico è altresì raccomandato coinvolgere per quanto possibile l’anziano nei pasti con i famigliari affinché ne venga favorita la socializzazione e il conseguente desiderio di mangiare tutti insieme.

Supponiamo invece che non sia sufficiente l’assimilazione di nutrienti esclusivamente attraverso la dieta quotidiana, ecco che entrano in gioco gli integratori per anziani inappetenti. Una carenza vitaminica o di sali minerali, contenuti in frutta e verdura, può così essere compensata da supplementi di vitamine per anziani. Tuttavia è sempre fortemente indicato un confronto con il proprio medico curante prima di procedere con l’integrazione.

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